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Per proteggere la privacy, in Norvegia si indossano visori che controllano chi indossa occhiali intelligenti

Il visore autorizzato registra i presenti e rilascia il consenso per conto di chi non può esprimerlo, previa presentazione di apposita delega

Nicolò Tega · 11 ottobre 2026

Per proteggere la privacy, in Norvegia si indossano visori che controllano chi indossa occhiali intelligenti

Le autorità norvegesi hanno avviato la fase sperimentale del divieto di occhiali intelligenti nei locali pubblici, affidandone la verifica a un visore autorizzato che ogni cittadino deve indossare all'ingresso.

Il visore registra volto, voce e posizione di chi entra ed esce, e rilascia automaticamente il consenso all'uso degli occhiali intelligenti per conto di chi non è in grado di esprimerlo.

Il visore è uno strumento di garanzia, non di sorveglianza: è il cittadino che ci chiede di guardarlo.

Chi non lo indossa non sta collaborando alla tutela della propria privacy, e come tale viene sanzionato.

La multa per mancata collaborazione è di 250 corone, elevata a 400 se il trasgressore indossa occhiali intelligenti non autorizzati.

Per gli occhiali intelligenti di Stato è prevista una corsia preferenziale: funzionano sempre, anche quando il visore è spento.

Le verifiche incrociate tra i visori di due locali adiacenti hanno prodotto finora un file di dodicimila nominativi. Nessuno ha chiesto nulla.

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