Comuni, decreto riattiva dieci invenzioni romane: acquedotti obbligatori, moduli per il calcestruzzo e sportello per il welfare
Istituito l'Ente per la Continuità Imperiale: chi non ha il giornale lo distribuisce per legge, previa presentazione di domanda in carta romana
È stato costituito ieri l'Ente per la Continuità Imperiale (ECI), che ha annunciato la riattivazione contestuale di dieci invenzioni di epoca romana in tutti i comuni italiani, acquedotti compresi.
La lista è diventata obbligatoria con un decreto pubblicato in Gazzetta. Ogni amministrazione deve dotarsi di calcestruzzo romano entro centoventi giorni; chi non lo possiede presenta una domanda di adeguamento e nel frattempo usa quello che ha. La distribuzione dei giornali è affidata ai comuni, che devono affiggere quotidianamente gli Acta Diurna aggiornati.
«Non è una rievocazione, è un servizio», ha spiegato il direttore dell'Ente, Marco Ponzio. «Il cittadino che entra in municipio deve trovare tutto quello che avrebbe trovato nel Foro. Ci stiamo attrezzando».
La macchina amministrativa si è già dilatata. Sono stati aperti sportelli per il welfare romano, con distribuzione di tessera frumentaria previa iscrizione al censo; certificazioni per il pane e i giochi, con ispettori itineranti dotati di fascio e tesserino; un ufficio per la numerazione romana, che ha già ricevuto undicimila richieste di conversione di numeri civici.
«Chi non ha il giornale lo distribuisce ugualmente», si legge nella circolare esplicativa. «L'importante è che lo faccia».
«Abbiamo previsto una fase transitoria di trentasei mesi per le strade lastricate», ha dichiarato Ponzio. «Compatibilmente con le risorse disponibili, contiamo di partire con i primi tratti entro l'anno».
Resta esclusa dal provvedimento una sola invenzione: il riscaldamento a pavimento. L'Ente ha fatto sapere che la voce è stata rimandata per mancanza di fondi. Le altre nove sono già operative.
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