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Funzionari pubblici, arriva la sequela volontaria: chi non indica un erede entro trenta giorni è già successore di se stesso

Il ministero chiude l'era del dubbio sull'Antico Egitto e applica il modello egizio a tutti i dipendenti pubblici, con moduli di adesione e un Ufficio per la successione coordinata

Ciro Aprile · 21 ottobre 2026

Funzionari pubblici, arriva la sequela volontaria: chi non indica un erede entro trenta giorni è già successore di se stesso

Con decorrenza immediata, il ministero della Pubblica amministrazione ha esteso a tutti i dipendenti pubblici il modello egizio di successione coordinata, reso obbligatorio dalla recente rianalisi dei crani della I Dinastia.

La circolare n. 447, firmata ieri, dispone che ogni dirigente e funzionario debba compilare un modulo di “sequela volontaria”, indicando un erede entro trenta giorni. Chi non lo fa viene considerato già successore di se stesso, con conseguente assunzione automatica del ruolo di dante causa e avente causa.

L’interpretazione della ricerca archeologica è affidata all’Ufficio per la successione coordinata, istituito in fase di prima applicazione presso la sede di via Tasso, dove l’ufficio si è trasferito nel 2019 in attesa del trasloco definitivo. “La scienza ha già risposto”, ha dichiarato il responsabile del coordinamento operativo. “Ora si tratta solo di applicare la procedura. Il servizio è pienamente operativo.”

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto un tavolo tecnico. Secondo fonti vicine al dossier, la richiesta è stata protocollata con la dicitura “da esaminare compatibilmente con le risorse disponibili”.

Per i funzionari che obiettano, è previsto un modulo di osservazione, scaricabile in formato cartaceo previa prenotazione allo sportello.

“Non si tratta di morire con il re”, ha precisato il responsabile del coordinamento operativo. “Si tratta di garantire la continuità amministrativa. Il dipendente che non indica un erede dimostra scarsa attitudine alla pianificazione.”

L’ufficio ha reso noto che il tasso di adesione è già al 38 per cento. Il restante 62 per cento è in attesa di chiarimenti sulla modulistica.

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