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L'Esercito apre la Drone Challenge: il drone da ricognizione tattica filma la pista dall'alto, gli spettatori sono pregati di spegnere i cellulari

Le batterie dei droni da gara sono noleggiate dall'Arsenale per garantire l'autonomia dei velivoli in volo. Le interferenze radio sono vietate ai fini della programmazione

Ivo Prost · 19 settembre 2026

L'Esercito apre la Drone Challenge: il drone da ricognizione tattica filma la pista dall'alto, gli spettatori sono pregati di spegnere i cellulari

L'Esercito 1659 Drone Challenge si apre domani all'ippodromo militare 'Pietro Giannattasio' di Tor di Quinto con la presentazione del nuovo drone da ricognizione tattica, che verrà impiegato per filmare dall'alto la pista durante le due giornate di gara. Il velivolo, già in dotazione ai reparti, sarà riconoscibile dal pubblico per la livrea grigio-verde e per l'assenza di numeri di gara.

L'organizzazione ha affidato all'Arsenale il noleggio delle batterie per i droni civili iscritti alla Challenge fpv, la disciplina in cui i piloti guidano indossando visori che trasmettono le immagini di bordo sugli schermi delle tribune. La misura è stata adottata per ragioni di carattere organizzativo, si legge nella nota, e consente di garantire l'autonomia di tutti i velivoli in volo senza ricorrere a fonti di alimentazione esterne non certificate.

Il regolamento vieta espressamente l'uso di disturbatori di segnale da parte del pubblico, perché interferirebbero con i sistemi di puntamento dell'esercito. Gli spettatori sono pertanto pregati di spegnere i telefoni cellulari all'ingresso e di non riaccenderli prima del segnale di fine manifestazione.

"Il drone da ricognizione non è un ospite della gara, è il garante della gara", ha spiegato il colonnello responsabile della manifestazione. "Se il segnale non è pulito, la pista non è sicura. E se la pista non è sicura, non c'è spettacolo."

La premiazione si terrà nell'hangar, dove saranno esposti i droni da ricognizione in dotazione all'Esercito. I modelli faranno da cornice alla coppa, che sarà consegnata al vincitore della Challenge fpv.

Il ministero della Difesa ha finanziato la due giorni anche per collaudare i propri sistemi in condizioni di traffico radio reale. Il vincitore è il pilota che ha usato meno il pilota automatico.

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