Durigon: "In pensione a 64 anni pronunciando correttamente 1.638,72 euro". Previsti tre tentativi al telefono con un funzionario INPS
Chi sbaglia la pronuncia resta al lavoro fino all'apprendimento dei decimali. Il corso di dizione sarà finanziato con i risparmi sulle pensioni non erogate
Il governo lavora a una norma triennale che consente l'uscita dal lavoro a 64 anni con pensione calcolata interamente col metodo contributivo. Il requisito per accedere non è l'età anagrafica né il numero di anni di contributi versati, ma la capacità di pronunciare senza errori la cifra di 1.638,72 euro lordi al mese.
La verifica si svolge per via telefonica. Un funzionario dell'INPS chiama il lavoratore a un numero precedentemente comunicato e chiede la lettura ad alta voce dell'importo. Sono previsti tre tentativi. Chi supera la prova riceve il primo assegno entro trenta giorni.
"È un requisito oggettivo, misurabile e non discrezionale", ha dichiarato il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. "Non facciamo più distinzioni tra categorie: chi sa dire la cifra va a casa, chi non la sa dire resta al lavoro finché non la impara. Il metodo contributivo-alfabetico è già operativo in via sperimentale in due regioni."
I sindacati hanno chiesto chiarimenti sul conguaglio tra l'inflazione e la pronuncia corretta. In una nota hanno definito il meccanismo "non lineare" e hanno sollecitato l'istituzione di un corso di dizione obbligatorio a carico dello Stato, con priorità per i lavoratori over 60 con difficoltà nella lettura dei decimali.
Il ministero ha risposto che il corso è già previsto dal decreto attuativo e sarà finanziato con i risparmi derivanti dalle pensioni non erogate a chi ha sbagliato la pronuncia. Le prime sessioni, secondo quanto si apprende, partiranno a gennaio negli uffici INPS provinciali con almeno tre sportelli attivi.
Hai trovato un errore, o qualcosa non ti torna? Segnalacelo.