Salvini convoca il tavolo sul caro gasolio e lo apre con un applauso al preventivo: con 2,3 euro al litro i tir resteranno fermi e il carburante non finirà più
Il ministro annuncia un premio per i benzinai che aumentano i prezzi: 'Sentinelle del risparmio, ogni rincaro convince gli automobilisti a non muoversi'
ROMA – Si è aperta con un applauso la riunione convocata ieri dal ministro delle Infrastrutture con i presidenti delle Regioni Calabria, Sicilia e Puglia per affrontare la protesta di autotrasportatori e agricoltori contro il caro gasolio. L’applauso era rivolto al preventivo del distributore di via Nomentana, dove il gasolio ha sfiorato i 2,3 euro al litro.
“È il dato che aspettavamo”, ha detto il ministro. “Con questo prezzo i chilometri percorsi si riducono da soli. Il problema dei troppi spostamenti si risolverà senza decreti”.
Nel corso dell’incontro è stata annunciata l’istituzione di un premio per i benzinai che praticano i rincari più alti: saranno insigniti del titolo di “sentinelle del risparmio”. La motivazione parla di “stimolo virtuoso alla riduzione dei consumi”.
“Ogni aumento convince l’automobilista a lasciare l’auto in garage”, ha spiegato il ministro. “Il Paese sta riscoprendo la mobilità pedonale. È un risultato storico, e non ci è costato nulla”.
Nel pomeriggio la notizia è arrivata ai presidi di Tir e trattori in Calabria, Sicilia e Puglia. I camionisti hanno verificato con i gestori dei distributori che, restando fermi in autostrada, il consumo di carburante è effettivamente pari a zero. La protesta è stata quindi riclassificata come “modello virtuoso di mobilità sostenibile” e sarà replicata in tutte le regioni.
Alla riunione di martedì si valuterà l’ipotesi di rateizzare il gasolio in due tranche, così da non rendere immediatamente percepibile il prezzo pieno. “È una misura di accompagnamento psicologico”, si legge nella bozza di verbale.
È allo studio anche un bonus per chi rinuncia ad andare al lavoro in auto. L’obiettivo dichiarato è non dover più riparlare di benzina.
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