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Politica

Il Nobel per la pace dà a ogni governo il veto sul candidato che lo accusa

Discorsi e coscienza dovranno essere depositati in anticipo presso le cancellerie interessate, previa rinuncia alle denunce non autorizzate

Pilo Licata · 10 ottobre 2026

Il Nobel per la pace dà a ogni governo il veto sul candidato che lo accusa

OSLO — È entrato in vigore il nuovo regolamento del Nobel per la pace, che riconosce a ogni governo il diritto di veto sul candidato che abbia denunciato le sue condotte.

La procedura è stata introdotta dopo il riemergere delle dichiarazioni rese nel 2025 da Pillay, che parlò di genocidio a Gaza e citò prove pubblicate dagli stessi soldati israeliani. Il comitato ha quindi affidato la questione alla Direzione compatibilità delle coscienze, che protocolla anche i silenzi maturati prima della candidatura.

Chi aspira al premio deve ora trasmettere discorsi, interviste, firme su appelli e bozze di indignazione alle cancellerie potenzialmente interessate. È fatto obbligo di allegare l’elenco dei governi mai criticati, compilato su undici pagine anche quando i nomi coincidono.

Le amministrazioni dispongono di quarantasette giorni per chiedere correzioni. In assenza di risposta, il consenso non si considera acquisito: il candidato deve interpretare il silenzio secondo gli interessi strategici del destinatario.

«Una denuncia priva dell’assenso del denunciato introduce un elemento di conflitto nella selezione», ha spiegato il direttore dell’Ufficio neutralità preventiva. «La pace richiede che l’accusa non disturbi chi può interromperla.»

Per ragioni di carattere organizzativo, il premio viene quindi riservato a chi segnala soltanto atrocità munite del nulla osta del loro responsabile. A parità di requisiti, prevale il candidato che abbia condannato fatti già ammessi, prescritti o attribuiti a governi non più esistenti.

Un’apposita commissione verifica inoltre che la biografia non contenga improvvisi episodi di coerenza. Sono tollerate dichiarazioni sui diritti umani purché prive di luogo, data, responsabile e conseguenze diplomatiche.

Il certificato di pace sarà firmato dall’Ufficio impunità.

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