Il ladro di inediti non ruba più: convoca gli autori e chiede loro di non scrivere quell'idea. Latronico aderisce
Nasce il silenzio editoriale: il manoscritto mai scritto vale di più perché non esiste. Previsto un corso con attestato di autore saccheggiato
Il ladro di inediti ha cambiato metodo. Non sottrae più i manoscritti dalle caselle di posta degli editori fingendosi agenti letterari: ora contatta direttamente gli autori e chiede loro di non scrivere quel libro.
L'ultimo a riceverne richiesta è stato Vincenzo Latronico, che aveva in lavorazione un nuovo romanzo. Il ladro gli ha scritto che l'idea gli serviva intatta, e che avrebbe provveduto lui a non realizzarla.
Latronico ha aderito. Il romanzo non esiste, e per questo vale di più: gli inediti non scritti, riferiscono gli addetti ai lavori, hanno un potenziale narrativo illimitato, perché nessuno può leggerli e deluderli.
«Il manoscritto che non c'è non invecchia, non si corregge e non si presenta ai premi», spiega il curatore del neonato Fondo per la Conservazione del Non Scritto. «Latronico ha fatto la scelta più lungimirante della sua carriera».
Il fondo ha sede provvisoria in tre locali di via del Proconsolo a Firenze, dove l'ufficio si è trasferito in attesa della ristrutturazione definitiva del plesso di Peretola.
Per gli autori che vogliono seguire l'esempio è stato attivato un corso in quattro moduli, con rilascio di attestato di autore saccheggiato. Il programma prevede esercitazioni pratiche di rinuncia, letture di indici vuoti e un laboratorio dal titolo Scrivere l'incipit e poi fermarsi.
Il premio letterario più ambito della prossima stagione, il Silenzio d'Oro, andrà al libro che nessuno ha scritto. La giuria ha già annunciato che valuterà esclusivamente il vuoto, purché con stile. La cerimonia si terrà a porte chiuse e non sarà verbalizzata.
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