Corso base per recuperare il pane avanzato, il maestro: "Chi non produce chips è fuori dalla civiltà"
Nella seconda lezione si studiano i crostini per zuppe e insalate; al termine, esame con attestato di 'Panificatore Rigenerativo'
Il forno di quartiere di via dei Fornai ha attivato un corso base per il recupero del pane avanzato. Le iscrizioni sono aperte. Il programma prevede tre moduli: chips croccanti, budino di pane, polpette.
Le prime due lezioni si sono tenute regolarmente. Alla terza, l'insegnante ha chiesto ai partecipanti di portare da casa il pane raffermo. Undici si sono presentati con il pane. Due con i grissini.
«Chi non produce chips è fuori dalla civiltà», ha detto il maestro. «Il pane stantio è una risorsa, non un problema.»
Il corso è diventato un master con esame finale. Chi lo supera ottiene l'attestato di Panificatore Rigenerativo, valido per l'accesso all'albo professionale dei recuperatori di pane.
L'albo prevede una quota annuale di 72 euro e un codice deontologico in sette articoli. L'articolo 5 vieta di gettare il pane nel bidone dell'umido.
Il Comune ha istituito la tassa sul pane non recuperato e il modulo per la dichiarazione dei panini. La scadenza è fissata al 31 marzo.
Il ministero ha varato il piano nazionale 'Pane Zero', con fondi per assumere esperti di pane stantio. Il bando è atteso entro l'estate.
All'ultimo piano, il gatto del fornaio dorme sulla teglia delle polpette.
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