Il matematico di Oxford smonta le correzioni ottiche del Partenone: gli archeologi propongono di raddrizzarlo con il cemento
Costituito il comitato Partenone Dritto, finanziato dal ministero della Cultura greca. Previsto un tavolo tecnico con i rappresentanti dei marmi antichi
Non esistono correzioni ottiche nel Partenone. È la conclusione di uno studio firmato da un matematico dell'università di Oxford, secondo il quale le curve e le inclinazioni del tempio non servivano a correggere le illusioni prospettiche. Il marmo, semplicemente, è storto.
La reazione degli archeologi non si è fatta attendere. Se le curvature non avevano funzione ottica, hanno osservato, allora gli architetti greci erano degli incapaci che non riuscivano a tirare su una colonna dritta. Da qui la proposta, sostenuta da una petizione firmata da duecento studiosi, di un restauro che riporti tutte le superfici alla planarità originaria.
Il ministero della Cultura greca ha istituito il comitato Partenone Dritto, con il compito di riempire le curvature con cemento bianco a grana fine, previa presentazione di un progetto esecutivo entro novanta giorni. I lavori, in fase di prima applicazione, partiranno dallo stilobate.
«Il cemento è dritto per definizione», ha dichiarato il coordinatore del comitato, l'architetto Kostas Mavridis. «Quando avremo colmato ogni irregolarità, il tempio apparirà finalmente regolare. Poi valuteremo se il risultato è ancora un'illusione ottica e, in quel caso, lo toglieremo.»
Le prime simulazioni hanno destato qualche perplessità. Il cemento, essendo perfettamente rettilineo, non corregge l'errore ottico che non esisteva: lo introduce. Sopra la superficie piatta, le colonne appaiono ora visibilmente inclinate, e il tempio sembra pendere verso il mare.
Il matematico di Oxford è stato nominato consulente per il restauro dell'errore appena introdotto. Ha accettato per ragioni di carattere organizzativo, con decorrenza immediata. Il primo sopralluogo è previsto per giovedì, tempo permettendo.
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