Bologna firma il protocollo sulla demenza: da oggi, per essere inclusi, bisogna perdersi
Riscritti i cartelli in un linguaggio incomprensibile e introdotte sanzioni per chi ricorda gli appuntamenti. Prevista una fase transitoria di due anni e un fondo per le password smarrite.
Il Comune di Bologna ha firmato il protocollo d'intesa per il progetto 'Bologna comunità amica delle persone con demenza'. L'accordo è stato sottoscritto al Mambo con l'Ausl, l'Asp, l'Università e le associazioni Arad Aps-Ets e Non perdiamo la testa Aps.
Per dare attuazione al principio di inclusione, i cartelli stradali della città sono stati riscritti in modo incomprensibile. L'obiettivo è fare in modo che nessuno, per strada, possa sentirsi smarrito da solo.
Il provvedimento è in vigore dal 1° ottobre, salvo diversa indicazione per le vie del centro storico. La segnaletica è stata affidata a un gruppo di lavoro composto da undici esperti, coordinati da un ex dirigente del settore mobilità, che ha dichiarato di non sapere più dove abita.
I vigili urbani hanno ricevuto una direttiva interna: multare chi ricorda troppo. La memoria ostentata, si legge, costituisce discriminazione nei confronti di chi dimentica. Le prime contravvenzioni sono state elevate in via Indipendenza a un uomo di 67 anni che ha indicato correttamente la strada a un turista. L'importo è di 42 euro, con pagamento entro e non oltre trenta giorni.
Il protocollo prevede inoltre un'estensione graduale. Per essere amico della demenza bisogna dimenticare le password, i compleanni e gli appuntamenti dal medico. È fatto obbligo di smarrire almeno un ombrello al mese. È allo studio un contributo per chi non ci riesce.
Alla fine della cerimonia nessuno dei presenti ricordava cosa stesse firmando. Il Comune ha dichiarato il protocollo un successo: l'obiettivo era far sentire tutti a casa.
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