Gaza, Roma invierà i carabinieri a creare sicurezza appena la sicurezza sarà già stata creata
La polizia palestinese dovrà garantire l’incolumità degli istruttori italiani dopo aver ottenuto dagli stessi istruttori l’abilitazione necessaria
ROMA — La missione dei carabinieri destinata a formare la polizia palestinese è pronta a partire non appena le autorità locali avranno garantito le condizioni di sicurezza che il corso italiano deve contribuire a creare.
Gli Stati Uniti hanno sollecitato Palazzo Chigi ad accelerare l’invio del contingente. Roma ha chiesto in via preliminare la protezione degli istruttori, dei veicoli e dell’aula, affidandone la certificazione agli agenti palestinesi che devono ancora ricevere la formazione.
Il ministero degli Esteri ha trasmesso un modulo per l’attestazione del perimetro, del tragitto dei convogli e delle procedure di evacuazione. Il comando locale può firmarlo previa presentazione dell’abilitazione operativa rilasciata al termine del corso dei carabinieri.
La stessa procedura riguarda i badge di accesso, che vengono consegnati dopo il controllo degli agenti addetti ai varchi; le radio, attivate dopo la prova delle comunicazioni; e il sopralluogo dell’edificio, dove le mappe del tragitto saranno convalidate dopo il sopralluogo.
«La missione non può essere esposta ai rischi che ha il compito di ridurre», ha spiegato il dirigente dell’Unità per l’avvio delle missioni. «Il procedimento si intende concluso quando il personale da formare è già qualificato a proteggere chi deve formarlo.»
Washington ha proposto l’invio di un nucleo preliminare incaricato di verificare le garanzie. Palazzo Chigi ha richiesto per il nucleo preliminare le stesse garanzie previste per la missione definitiva, comprese quelle che il nucleo deve verificare.
La partenza è fissata per il giorno successivo alla fine del corso.
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